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GLI EFFETTI DEL FUMO SULLA SALUTE DEGLI OCCHI

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Pubblicato da in Novità in ambito oculistico ·
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Quando si parla di fumo si è abituati a sentire dei suoi effetti deleteri sullo stato di salute cardiovascolare e dei polmoni più nello specifico.
Purtroppo però il fumo, sia attivo che passivi, minaccia la salute di ciascuno a 360° colpendo anche i nostri occhi.
Come? Il fumo riduce il flusso sanguigno e ciò comporta l’aumento della probabilità con cui si possono formare dei coaguli nei capillari oculari. Meno ossigeno dunque il che implica un’alterazione cellulare dei tessuti degli occhi.
Vediamo più nel dettaglio quali sono le patologie che più spesso vengono riscontrate tra i fumatori.
Prima tra tutte è la sindrome dell’occhio secco: il fumo è fortemente irritante per chi ne soffre ma, allo stesso tempo, può costituirne la causa in quanto agisce negativamente sul funzionamento del film lacrimale, viene così a mancare la protezione dei nostri occhi e la superficie rimane esposta.
Diversi studi inoltre dimostrano come la cronicità del vizio si leghi molto spesso allo sviluppo di cataratta precoce, glaucoma, degenerazione maculare e altre gravi patologie oculari quali retinopatia diabetica, strabismo e nistagmo.
È evidente già in figura la differenza tra il cristallino di un non fumatore con quello di un fumatore, nel primo caso siamo in presenza di una lente limpida che, nell’altro invece, si opacizza (presenza di cataratta), alterando di conseguenza le capacità visive e rendendo la vista sempre più sfocata. È stato rilevato che nei fumatori c’è un rischio di sviluppo di opacità sottocapsulare anteriore e posteriore ben 3 volte superiore e che smettere di fumare nell’arco di 10 ne comporterebbe una riduzione di almeno il 20%.
Il glaucoma è un’altra delle patologie che presenta come condizione esponente il tabagismo: l’ipertono oculare, per vasocostrizione del sistema di drenaggio uveale, e la sofferenza nel nervo ottico, per riduzione della perfusione sono elementi che si presentano in caso di glaucoma e che nei fumatori aumentano la loro probabilità d’esistenza di almeno 3 volte.
Ricordando gli effetti del tabagismo - diminuzione degli antiossidanti, aumento dei radicali liberi, incremento di ossidazione, paraossidazione, ischemia, ipossia e microinfarti nel tessuto retinico, riduzione del trofismo nel tessuto retinico, attivazione (in seguito ad assunzione di nicotina) della fosfolipasi A2, con conseguente rilascio di acido arachidonico, leucotrieni e prostaglandine (che rivestono un ruolo importante nei processi derivanti dalle infiammazioni) - si può comprendere il legame tra questo e l’insorgenza della maculopatia.
 Quindi anche la retina può rimanere danneggiata dal fumo, che compare difatti tra i fattori di rischio dell’insorgenza della degenerazione maculare senile (insieme alla predisposizione genetica e all’età ovviamente). La forma neovascolare di tale patologia, quindi quella per cui gli effetti del tabagismo risultano più evidenti, colpisce solo in Italia circa 200.000 persone, con una stima di 20.000 nuovi casi ogni anno. Nel grafico le prospettive non promettenti della diffusione della maculopatia degenerativa entro 10 anni.


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