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I bambini e l’oculista

    Come si sviluppa la visione

    L’occhio è uno degli organi di senso che permette al corpo di mettersi in comunicazione con il mondo esterno.
    Il suo apparato motore gli consente di orientarsi verso determinati settori dell’ambiente, la sua particolare organizzazione e le sue connessioni con l’encefalo lo rendono in grado di trasmettere, ai centri nervosi analizzatori, un complesso di segnali che ripetono fedelmente le immagini del mondo esterno.

    Alla nascita il bulbo oculare è sviluppato ma la funzione visiva è immatura. Si sviluppa nei primi mesi di vita con la maturazione della macula. In questa fase il bambino vede molto poco e vede il mondo in grigio. Alla fine del secondo mese il piccolo comincia a osservare i movimenti delle proprie mani ma la fissazione è ancora incostante. Non percepisce ancora i colori e vede 1-2 decimi. Verso il quarto mese comincia a fissare meglio e osservare con più attenzione le proprie mani, che sono le cose che può vedere con maggior frequenza e facilità. Alla fine del sesto mese può fissare bene gli oggetti e percepire i particolari, anche perché comincia a vedere i colori e a vedere anche in tridimensione. È l’età in cui inizia a riconoscere il viso della mamma e di altre persone che vede di frequente. L’acuità visiva è tra i 2 e i 4 decimi. Tra il primo e il terzo anno di vita lo sviluppo della vista procede velocemente per completarsi verso i 6 anni e, a questa età, in assenza di problemi visivi vede 10 decimi. In questa fase della crescita possiede una normale percezione dei colori, una buona visione stereoscopica riesce cioè a riconoscere bene persone, oggetti e altro.

    È evidente quindi l’importanza della prevenzione per i più piccoli!

    Quando eseguire le visite oculistiche

    Il dottore Gregorio Lo Giudice ha un’approfondita e specializzata esperienza come oculista pediatrico. Nel suo studio oculistico a Palermo, i bambini vengono acconti e messi a loro agio prima di iniziare la visita. A questa età la visita è più complessa, in quanto i bambini non sono moto collaborativi, ma un oculista pediatrica professionale ha il compito di eseguire esami e test che gli permettano di affermare una diagnosi certa. In età pediatrica il primo controllo della vista deve essere effettuato entro 40 giorni dalla nascita e, successivamente, entro i 12 mesi, per poi proseguire con controlli periodici nell’intervallo tra i 24 e i 36 mesi, tra i 36 e 48 mesi, entro 60 mesi ed entro 6 anni.

    Inoltre, per valutare se il bambino necessita di una visita oculistica in qualunque fase della crescita, si può eseguire un semplice test, rispondendo alle seguenti domande. Il bambino:

    • Si avvicina troppo all’oggetto fissato?
    • Ha mal di testa?
    • Ha gli occhi arrossati?
    • Tiene la testa inclinata?
    • Compie frequenti errori di lettura?
    • Esce dalle righe quando scrive?
    • È pigro, svogliato, poco attento?
    • Devia l’occhio in modo costante o incostante?
    • Presenta un riflesso biancastro della pupilla?
    • Ha gli occhi grandi?
    • Ha un occhio più sporgente dell’altro?
    • Soffre di fotofobia (fastidio alla luce) o lacrimazione?

    Quando la visita oculistica è indispensabile

    L’occhio ha un’importanza fondamentale non solo per lo sviluppo visivo ma anche per quello psicomotorio. Per questo è importante sottoporre i bambini, pure in assenza di sintomi particolari, a controlli per prevenire o trattare tempestivamente le eventuali patologie. Una visita oculistica deve ritenersi indispensabile, in particolare:

    • nel caso di nati prematuri sottoposti a ossigenoterapia (controllo a seconda dell’età e del quadro clinico, successivi controlli come predisposto dal medico oculista)
    • in presenza di patologie oculari in famiglia: astigmatismo, ipermetropia o miopia

    Occhio pigro o ambliope

    Da un punto di vista medico si usa il termine ambliopia quando si ha una ridotta acuità visiva di uno o entrambi gli occhi in presenza di un bulbo anatomicamente normale, cioè senza alterazioni clinicamente visibili.

    Per scoprire l’ambliopia bisogna cercarla, in quanto il bambino non se ne lamenta. Diventa sempre più difficile da curare man mano il bambino cresce. Per questo una diagnosi precoce e un semplice trattamento possono consentire il recupero della vista. Si manifesta (frequenza 1-4%) per inadeguata stimolazione visiva durante il periodo di sviluppo visivo. Si registra come la maggiore causa di riduzione di acuità visiva sotto i 4-5 anni.

    Cause dell’ambliopia sono:

    Strabismo: il disallineamento degli occhi è la più comune causa di ambliopia funzionale.

    Anisometropia: la differenza di stati di refrazione tra i due occhi. Un occhio può riuscire a vedere bene per lontano mentre l’altro invece è miope. 

    Ptosi palpebrale: la tendenziale chiusura dell’occhio causata dalla ptosi, detta volgarmente palpebra calante, non permette alla luce di entrare.