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Ipovisione

    Nel mondo si stima che sono circa 217 milioni le persone affette da un deficit visivo moderato o grave e 36 milioni sono i ciechi. Questi dati fanno presagire che entro il 2050 ci saranno 588 milioni di persone che vivranno con una compromissione della vista moderata o grave e 115 milioni con cecità.
    L’ipovisione è un “capitolo” recente dell’oftalmologia, il mondo medico solo negli ultimi decenni ha messo la lente di ingrandimento su questa importante tematica.

    L’ipovisione indica una condizione di bassa acuità visiva che non può essere corretta con gli occhiali o con trattamenti medici e/o chirurgici. Questa condizione può essere il risultato di partologie oculari, di patologie neurologiche o anche di alterazioni cerebro-vascolari.

    Ad essere coinvolti sono la perdita dell’acuità visiva e del campo visivo.

    Entrambi le forme di ipovisione sono invalidanti per il paziente, è chiaro che le forme miste sono le più temibili.

    Le patologie che danno ipovisione alterano la qualità di vita dei pazienti e tanto più è importante la perdita di vista tanto più drammatico sarà il suo relazionarsi con l’esterno e con gli altri.

    Attualmente al mondo non esiste un grande numero di oculisti che si occupa di ipovisione e le loro preziose consultazioni offrono ai pazienti la possibilità di un riadattamento ambientale e una condizione di vita migliore.

    Un editoriale del 2012 in Archives of Ophthalmology esplicita che gli oculisti si rifanno all’importanza della riabilitazione visiva come segue: “la riabilitazione è parte di una buona cura piuttosto che qualcosa che è reso necessario dal fallimento delle cure – questo fa un mondo di differenza”.


    Le tecniche e le tecnologie impegnate nell’ipovisione non mirano a ripristinare l’acuità visiva o il campo visivo ma sono rivolte a “resettare” l’organo della visione del paziente su una nuova condizione e addestrarlo a utilizzare lenti particolari e dispositivi medici.

    Il medico oculista esegue una vista specialistica comprensiva di tutti gli esami utili alla corretta diagnosi e alla preparazione del percorso riabilitativo. Eseguirà esame della refrazione  e dell’acuità visiva per determinare la quantità di vista e il residuo funzionale visivo. Vanno valutati la sensibilità al contrasto che va eseguita dopo l’esame della refrazione, il campo visivo ovvero le aree scotomatose (punti del campo visivo che il paziente non percepisce o percepisce in misura inferiore). È onere dell’oculista rivalutare periodicamente lo stato di salute dell’occhio e questo è da intendersi come parte integrante del processo riabilitativo.

    La stretta collaborazione oculista-ortottista è una condizione essenziale per un percorso riabilitativo efficace per il paziente.