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Retinopatia diabetica

    La retinopatia diabetica rappresenta, oltre alle complicanze cardio-vascolari, una delle complicanze più temibili relative alla presenza di diabete (tipo 1 e tipo 2) e costituisce una delle principali cause di cecità legale in età lavorativa.

    Se l’esordio della patologia avviene nelle aree periferiche della retina passa inosservato da parte del paziente, invece l’edema che si verifica nella porzione della retina centrale (macula) causa una notevole diminuzione della vista. La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo della retinopatia diabetica sono essenziali. Consigli utili

    Cause della retinopatia diabetica

    La retinopatia diabetica è causata da una progressiva disfunzione dei vasi retinici dovuta a iperglicemia cronica.
    Le complicanze della retinopatia diabetica possono essere:

    • emorragie retiniche
    • presenza di essudati retinici
    • presenza di liquido intraretinico
    • proliferazione vitreale di neovasi anomali
    • emovitreo (presenza di sangue nella camera vitrea)
    • distacco di retina trazionale
    • glaucoma neovascolare

    Sintomi

    Inizialmente questa patologia oculare è asintomatica, ma se non trattata può causare perdita della vista fino ad arrivare alla cecità totale.
    I sintomi che può avvertire il paziente sono:

    • mosche volanti
    • perdita della sola visione centrale, di un solo settore o della visione periferica
    • metamorfopsie (visione distorta)
    • perdita temporanea o permanente della vista

    Trattamento

    La retinopatia diabetica progredisce da lieve a stadi più gravi quando non c’è un intervento appropriato.
    È importante riconoscere le fasi in cui il trattamento può essere più vantaggioso. Diversi decenni di ricerche cliniche hanno fornito dati eccellenti sul corso naturale della malattia e sulle strategie di trattamento da adottare che, nel 90% dei casi, sono efficaci nel prevenire il verificarsi di un grave abbassamento della vista.
    Durante i primi stadi della retinopatia diabetica non è necessario alcun trattamento. Per prevenire la progressione le persone affette da diabete devono controllare i loro livelli di zucchero e colesterolo nel sangue e monitorare attentamente la pressione sistemica.
    Nella retinopatia avanzata, in assenza di emovitreo e distacco di retina trazionale, il gold standard, tutt’oggi, è il trattamento LASER. Anche se si può notare una perdita della visione laterale, piuttosto che un’alterazione della visione dei colori o della visione al buio, il trattamento laser fotocoagulativo può salvare il resto della vista.
    Se è presente un emovitreo (emorragia all’interno del corpo vitreo), potrebbe essere necessaria una vitrectomia che consente di rimuovere il sangue presente al centro dell’occhio.
    Se viene fatta diagnosi di edema maculare (cisti nella retina causate da una crescita anomala dei vasi sanguigni retinici), l’oculista, alla luce delle linee guida internazionali, oltre al trattamento LASER potrebbe consigliare delle punture intravitreali di cortisone o ANTI-VEGF, che non hanno lo scopo di portare alla guarigione completa ma semplicemente di curare e per tale motivo la terapia iniettiva deve essere spesso ripetuta nel tempo.

    Sei affetto da diabete? Esegui i controlli necessari!!
    Le linee guida dell’American Accedemy of Ophthalmology suggeriscono che la prima vista oculistica, nel diabete di tipo 1, va eseguita a 5 anni dalla diagnosi e successivamente una volta l’anno o secondo le indicazioni dell’oculista di fiducia, invece, nel diabete di tipo 2 va eseguita quando viene fatta la diagnosi di diabete mellito e i controlli hanno cadenza annuale o secondo le indicazioni dell’oculista di fiducia. Nelle donne in gravidanza (affette da diabete tipo 1 e tipo 2) la visita oculistica va eseguita nel primo trimestre e subito dopo il concepimento.
    Oltre all’esame del fondo oculare si possono eseguire, per approfondimento diagnostico e a discrezione dell’oculista, ulteriori esami strumentali come l’OCT (Optical coherence tomography, che studia la morfologia e lo spessore maculare) e la fluorangiografia (foto del fondo oculare eseguite con particolari filtri, dopo aver iniettato per via sistemica, un colorante che evidenzia lo stato di salute dei vasi retinici e di eventuale presenza di liquido intraretinico).