L’idrossiclorochina, utilizzata per il trattamento di malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide e lupus eritematoso, e può causare patologie retiniche non reversibili.
Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che l’utilizzo a lungo termine, almeno 5 anni, di idrossiclorochina ha pochi effetti collaterali sistemici ma può portare a danni irreversibili alla retina. Tuttavia, la retinopatia e la maculopatia date da questo farmaco possono essere rilevate prima che il paziente ne avverta il problema oculare grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia nel campo oculistico: il test del campo visivo, la tomografia a coerenza ottica della macula (OCT) e l’elettroretinogramma multifocale.
Lo studio oculistico a Palermo del dottor Lo Giudice è dotato di questa strumentazione di ultima generazione che permette la diagnosi e la cura della retinopatia e maculopatia.
Prima di sottoporsi a una terapia prolungata con idrossiclorochina si deve eseguire un esame oculistico approfondito che comprende la determinazione dell’acuità visiva, del campo visivo, della visione dei colori e l’esame del fundus. Questi esami, in seguito, devono essere ripetuti almeno una volta all’anno. Se si rilevano alterazioni, che non siano legati alla difficoltà di accomodazione od opacità corneale, si deve sospendere immediatamente il farmaco e il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione per scoprire una eventuale progressione delle alterazioni. Inoltre, le lesioni retiniche (e i disturbi della vista) possono aggravarsi anche dopo la sospensione del trattamento. Per questo motivo è importante affidarsi a un medico oculista esperto in patologie della retina.







